Conoscere l'Extravergine > Leggere la Qualità dell’Olio
L’esame dell’etichetta e della documentazione che accompagna la bottiglia appena acquistata fornisce le prime indicazioni sulla serietà del produttore e sulla presumibile qualità del prodotto. E’ da notare che la legge, a questo proposito, non è particolarmente prescrittiva, e lascia alla buona volontà dei produttori l’indicazione di gran parte dei dati che servirebbero ad identificare con una certa precisione le caratteristiche del prodotto acquistato.
Primo e fondamentale criterio per valutare l’affidabilità di un prodotto è la “trasparenza” in termini di informazione: tanto più un olio è corredato da dati analitici di accompagnamento, in cui vengano evidenziati i parametri stabiliti dalla legge in rapporto alle caratteristiche di quella singola “partita” di prodotto, tanto maggiori sono le probabilità che il produttore sia seriamente interessato ad accrescere la consapevolezza del consumatore rispetto alla buona qualità del proprio lavoro.
Altra regola fondamentale è quella di preferire bottiglie dal vetro scuro o fasciate; un soggiorno prolungato in condizioni di eccessiva esposizione alla luce, può avere effetti nocivi anche su un prodotto inappuntabile all’origine. I produttori dovrebbero prevenire con ogni mezzo possibile tale evenienza, adoperandosi, inoltre, per ridurre al minimo l’intervallo di tempo che trascorre tra il confezionamento e l’acquisto del prodotto. Per quanto riguarda le etichette o in generale le superfici dei contenitori, tra le informazioni veramente essenziali dovranno essere citati con chiarezza:
• l’identità del produttore e tutte le informazioni utili al suo reperimento;
• la quantità di olio contenuta nella bottiglia;
• la data di confezionamento e, in caratteri ben visibili;
• la categoria merceologica dell’olio (extravergine, olio di oliva ecc.)
Se il prodotto ha ottenuto il riconoscimento di tipicità in forza del reg. CEE n. 2081/92 , D.O.P. o I.G.P., saranno presenti gli estremi:
Denominazione
di Origine Protetta o Indicazione Geografica Protetta con
l’indicazione - relativamente alla D.O.P. - di una regione, di un
luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a
designareil prodotto originario delle suddette aree, la cui qualità
è dovuta essenzialmente all’ambiente geografico, ai fattori naturali ed umani, la cui produzione,
trasformazione ed elaborazione avvengano nell’area geografica delimitata e per la I.G.P. - di una regione, di un luogo
determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare
un prodotto originario delle suddette aree di cui una determinata
qualità, la reputazione o un’altra caratteristica possa essere
attribuita all’origine geografica e la cui produzione e/o
trasformazione e/o elaborazione avvengano nell’area geografica
determinata.
Meno
utili risultano invece le analisi del valore nutrizionale
del prodotto, dal momento che i dati riportati, es. il contenuto lipidico,
risultano gli stessi per tutti gli oli. Molte sono le diciture che fanno
mostra di sè sulle etichette delle bottiglie; vediamone alcune:
• Prima
spremitura - lascia intendere più cose di quante
ne dica effettivamente: da esso apprendiamo soltanto che si tratta di
un olio “vergine”, ma è sempre possibile che il risultato di una
prima spremitura sia un olio cui mancano i titoli per rientrare nella
categoria degli extravergini;
• Olio
dietetico - non si tratta, come si sarebbe portati a credere, di
oli “che non fanno ingrassare”, ma di oli addizionati di vitamine
e altri componenti essenziali, del resto già presenti e
caratteristica fondamentale, degli oli nativi;
• Light
- ossia leggero, denominazione oggi molto di moda per prodotti di
colorazione non troppo intensa e che all’apparenza diano una
sensazione di bassa densità; l’apporto calorico-energetico è
identico per tutti gli oli (compresi quelli di semi) e l’assunto
secondo cui ad una colorazione più “carica” corrisponderebbe un
olio più “pesante”, e perciò meno digeribile, è
assolutamente falso;
• Spremuto
a freddo - le buone norme di lavorazione impongono, durante tutte
le fasi del processo produttivo, il mantenimento di temperature più
basse possibili, fermo restando che una lavorazione assolutamente a
freddo è impossibile - già il processo meccanico di
frangitura crea calore - ; l’aggiunta di acqua bollente può
alterare le componenti del flavor del prodotto, ma è estremamente
difficile riuscire ad individuare in senso assoluto, un olio che sia
stato sottoposto a tali trattamenti;
• Mosto
- il mosto oleoso è una emulsione di olio con acqua nebulizzata e
mucillagini in sospensione; anche in questo caso il termine è
eccessivamente vago, in quanto è possibile che un olio mosto non
rientri nei parametri stabiliti dalla legge.
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