Conoscere l'Extravergine > La Trasformazione del Prodotto
Dopo
che le operazioni di raccolta sono state completate nel modo più
corretto, è altrettanto importante che le olive vengano trasportate con
ogni precauzione e nei tempi più brevi al frantoio; il peso stesso delle
drupe ammassate provoca ammaccature nei frutti degli strati inferiori, con
conseguente attacco di muffe ed inizio di fermentazione.
E’ bene, perciò, che il trasporto avvenga in ceste ben areate, e che la
lavorazione sia compiuta nei tempi più brevi.
Prima di procedere alla fase di estrazione, le olive vengono sottoposte ad
alcune importanti
operazioni; attraverso macchine automatiche ad
aspirazione, esse vengono separate dal fogliame residuo e dalle impurità;
segue poi un lavaggio con circolazione forzata di acqua, che elimina i
residui e le impurità vegetali e minerali.
Le olive sono pronte, a questo punto, per essere avviate ai procedimenti
più impegnativi che da millenni si ripetono pressoché immutati:
frangitura e gramolazione sono le due operazioni che, successive l’una
all’altra, portano ad ottenere la pasta di oliva che sarà sottoposta
alla
spremitura vera e propria.
Frangere vuol dire letteralmente rompere: in questa fase infatti la polpa
e i noccioli delle olive vengono lacerati a fondo attraverso un energico
trattamento, eseguito con la molazza o con i più moderni e rapidi
frangitori a martelli. Da questa prima fase si ottiene una massa ancora
grossolana composta di polpa sminuzzata e di frammenti di nocciolo, che
svolgono funzione drenante, facilitando la separazione della parte liquida
della pasta da quella solida.
La pasta così ottenuta viene a questo punto sottoposta ad un lento
rimescolamento nelle macchine gramolatrici, in modo da rompere le
emulsioni acqua-olio formatesi durante la frangitura, riunendo le
goccioline di olio mosto in gocce sempre più grandi.
Queste prime fasi
hanno mantenuto nei secoli quasi inalterate le loro caratteristiche ed i
loro procedimenti; sono cambiati soprattutto i materiali impiegati per
l’allestimento dei frantoi, dove l’acciaio inossidabile, per le sue
proprietà di inalterabilità e soprattutto di igienicità, ha preso il
sopravvento sul granito e sul legno.
Una volta separato il mosto oleoso, si procede alla fase dell’estrazione
vera e propria, che porta alla definitiva separazione delle tre componenti
della pasta, ossia sansa, acqua di vegetazione ed olio.
Esistono vari metodi per giungere al prodotto finito, ciascuno dei quali
si è andato perfezionando grazie all’accumulo di esperienze condotte
nei secoli.
A grandi linee possono essere ricondotti a due grandi gruppi, fondati sul
carattere discontinuo o continuo dell’operazione.
Al primo gruppo, ad esempio, fa capo il più tradizionale dei sistemi,
l’estrazione per pressione meccanica: la pasta viene posta su dischi di
fibra vegetale (i fiscoli, che oggi più spesso sono fatti di materiali
sintetici che vengono via via impilati sotto la pressa, dove la pressione
crescente, nell’arco di circa un’ora, fa fuoriuscire la componente liquida oleosa - olio mosto). La parte solida, che dopo la spremitura
resta aderente ai fiscoli, è la sansa.
I metodi continui, oggi maggiormente utilizzati, hanno sostituito alla
pressione altri principi fisici che conducono alla separazione dell’olio
dalla parte solida. Il sistema estrattivo per centrifugazione, ad
esempio, sfruttando il diverso peso specifico dei singoli componenti, conduce
prima alla separazione di sansa e parte liquida, e in seguito isola la
componente oleosa dall’acqua di
vegetazione. Un altro metodo ingegnoso e igienico, la percolazione, fa
leva invece sulla diversa tensione
superficiale che l’olio possiede rispetto all’acqua di vegetazione;
dall’immersione ritmica di
lamine di metallo inossidabile nella pasta di olive, viene
progressivamente raccolto il liquido che
aderisce alla loro superficie. Con questo sistema si estrae dal 60 % al
70 % dell’olio contenuto
nella pasta di olive; il rimanente viene separato
dai residui di buccia e di noccioli in un
sistema centrifugo.
L'olio ottenuto al termine di tali operazioni, indipendentemente
dal metodo impiegato, è un olio
torbido e opalescente e contiene in sospensione mucillagini,
bollicine d’aria e residui d’acqua
nebulizzata. E’ necessario un periodo di
riposo affinché tutte le sostanze estranee
non si depositino sul fondo (Decantazione), dopodiché
si procede al travaso.
Oltre a questo sistema il prodotto può essere sottoposto
ad un processo di filtrazione, che gli
conferisce il colore limpido e brillante che conosciamo,
evitando che la permanenza di particelle
vegetali ne acceleri i fenomeni di irrancidimento.
A questo punto l’olio “nuovo” è pronto per essere avviato verso i
luoghi di consumo.
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