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Museo dell'Olivo
 

Conoscere l'Extravergine > Origini, Storia e Ambiente

Le varietà di olivo diffuse attualmente derivano dagli olivi addomesticati dall’uomo circa 6.000 anni fa, nell’area siropalestinese, dove sono state rinvenute le più antiche testimonianze di coltivazione.

“I popoli del Mediterraneo cominciarono ad uscire dalla barbarie quando impararono a coltivare l’olivo e la vite”. Così scriveva Tucidide nel V secolo a.C..

Quella dell’olivo è una storia lunga che accompagna lo sviluppo della civiltà mediterranea e rappresenta uno dei simboli e delle componenti più significative del suo ambiente quale oggi ci si presenta.
L’olivo, il cui nome botanico è “Olea Europea Sativa”, famiglia oleacee, esiste in numerose varietà, con oltre 700 tipi locali, chiamate “cultivar”, diffuse in un areale che si estende tra il 35° e il 45° parallelo di latitudine Nord, una fascia a clima temperato che ben corrisponde alle sue esigenze in fatto di temperatura massima e minima; questo insieme di caratteristiche è splendidamente offerto da tutta la fascia costiera mediterranea, e in particolare da quella italiana; non a caso l’Italia rimane il maggiore produttore di olio di qualità.

Gli ultimi decenni hanno segnato l’espansione dell’olivicoltura in paesi mai prima raggiunti, come l’Australia, l ’Argentina, la California e Nuova Zelanda ma l’area mediterranea detiene, nel complesso, il quasi completo monopolio della produzione mondiale.
La scelta delle cultivar da impiantare, regione per regione, dipende strettamente dalle caratteristiche geomorfologiche del terreno e dalle condizioni bioclimatiche dell’oliveto; ogni zona ha perciò selezionato, nel corso dei secoli, alcune cultivar che, grazie ad un progressivo adattamento, hanno assunto caratteristiche di tipicità, oggi riconosciute dalla normativa in vigore sulla Denominazione di Origine Protetta - reg. Cee n. 2081/1992.
Le varietà fondamentali, che possono essere considerate capostipiti di tutte le altre, sono in Italia la ligure Taggiasca, la Frantoio, diffusa nel centro del Paese, la Moraiolo, anch’essa centro-italiana, la laziale Carboncella, la marchigiana Sargano, tipica di Ascoli Piceno, la Coratina Pugliese, la Carolea Calabrese, la Nocellara e l’Ogliarola, varietà Siciliane ed altre ancora.

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